Oggi ho ricordato di aver dimenticato.
Da amante estremamente viscerale dei robot giganti posti a difesa della terra per sbaragliare una minaccia aliena, mi ero scordato di una data molto importante: 4 APRILE 1978.
43 anni fa il celeberrimo cartone animato “Goldrake” andava in onda per la prima volta sulla RAI, e per esteso era la prima volta che un anime dedicato ai “robottoni” (così li chiamavano noi altri nati negli anni ’70) veniva trasmesso al di fuori del Giappone. C’è da dire che ai quei tempi la televisione italiana aveva già trasmesso prodotti d’animazione giapponesi, serie dello Studio Eizo come “Vicky il vichingo” o “Heidi“, quest’ultima diretta del compianto Isao Takahata, andarono in onda rispettivamente nel maggio del ’76 e nel febbraio del ’78, ma “Goldrake” era qualcosa di incredibile, qualcosa di mai visto, qualcosa che ci cambiò per sempre.
Le vicissitudini legate alla messa in onda di Goldrake (conosciuto anche come Atlas Ufo Robot o Grendizer, in Giappone) furono dettate da due fattori principali: la paura dei francesi e la lungimiranza degli italiani.

Quel che segue è un racconto parafrasato da me la cui paternità è però da attribuire all’ottimo GIORGIO BASSANELLI BISBAL, talentuoso dialoghista e direttore del doppiaggio italiano che ha lavorato, e lavora tuttora, soprattutto all’interno del mondo degli anime e OAV. Detto questo non credo che Giorgio sia lui l’unico depositario della storia che andrò a raccontarvi, ma rimane il fatto che è da lui che l’ho sentita la prima volta. Inoltre debbo ringraziare di cuore il canale Youtube “L’enciclopedia del doppiaggio” che ormai da anni si occupa di mettere in luce l’arte del doppiaggio italiano,quelle “voci nell’ombra”, come direbbe il professor Gerardo Di Cola, che da sempre mi hanno affascinato. Perché ringrazio anche loro? Perché quanto vi racconterò fa parte di una clamorosa intervista che 9 anni fa il suddetto canale Youtube fece al mitologico Romano Malaspina – storico doppiatore di Actarus e di molti altri personaggi dei cartoni animati e non – dov’era giustamente presenta anche Giorgio.

Innanzitutto è necessario sapere che Goldrake (1975), all’interno della continuity generata dal genio indiscusso Go Nagai, si colloca dopo Mazinga-Z (1972) e il Grande Mazinga (1974), e forse non tutti sanno che, nell’universo creato dal 76enne di Wajima, tutti i personaggi che popolano queste serie animate, unitamente ad altre, coesistono insieme. Ciononostante “Goldrake” fu il primo anime giapponese ad essere trasmesso al di fuori del paese del sol levante. Ma ora bando alle ciance, vado a raccontarvi.

La serie di “Goldrake” fu venduta all’Italia dai francesi, che a loro volta acquistarono la serie dal Giappone nel 1976, durante una convention di appaltatori che vendevano programmi televisivi.
I funzionari della TV francese vedono la serie ma la ritengono troppo giapponese, per cui cominciano a fare un osceno lavoro di epurazione, tagliano tutte le scene dove i personaggi mangiano con le bacchette, o eliminando sequenze dove appaiono i kanji in sovrimpressione, e in questo bizzarro quanto assurdo tentativo di occidentalizzazione cambiano anche i nomi ai personaggi, affibbiandogli nomi di stelle come Alcor, Rigel, Mizar, Actarus (storpiatura di Arcturus) e via di scorrendo.
Ciononostante i funzionari di Antenne 2 (l’odierna France 2), hanno paura, sono titubanti e hanno forti dubbi sul trasmetterlo o meno. “Goldrake” era qualcosa di mai visto, una serie animata lontana anni luce da quello che era lo standard definito da colossi come la Disney, la Warner Bros o Hanna & Barbera, era un cartone animato serio che aveva a che fare con tematiche decisamente più adulte rispetto all’ilarità e alla spensieratezza dei prodotti che circolavano allora. E qui entra in ballo l’Italia.

Durante un meet-com nel 1978 l’esperto di fumetti Sergio Trinchero e la storica funzionaria televisiva Nicoletta Artom vedono “Goldrake” e se ne innamorano follemente, decidendo di proporlo alla dirigenza RAI la quale si rivela anch’essa titubante ma alla fine cede e acquista i diritti della serie dai francesi che in quel momento vedono l’Italia come un banco di prova, per la serie “Diamola a loro e vediamo che succede”.

E fu così che, grazie a francesi un po’ fifoni e ad italiani lungimiranti, “Goldrake” vide la luce il 4 aprile del 1978 sulla RAI. Ovviamente fu un successone e l’Italia divenne la titolare di questo piccolo primato. Sulla scia del botto che fece nello Stivale, i francesi naturalmente trasmisero anch’essi la serie, ma con tre mesi di ritardo: il 3 luglio dello stesso anno.

Altra curiosità esilarante: in Italia “Goldrake” fu trasmesso col titolo “Atlas Ufo Robot”, ma come mai? È presto detto.
Quando si propone una serie, si allega a corredo una documentazione cartacea, in poche parole un manuale che ne contiene le linee guida. Ebbene quando la Francia cedette la serie all’Italia, il funzionario RAI che ricevette il tutto si trovò tra le mani un libretto sulla cui copertina appariva il titolo “Atlas Ufo Robot”. “Atlas” in francese significa “guida” o “manuale”, ergo “Atlas Ufo Robot” significa semplicemente “Guida a Ufo Robot”. Il funzionario, o chi per lui, che probabilmente non spiccicava una parola di francese, penso che “Atlas” fosse parte del titolo che dava il nome alla serie, et voilà, ecco a voi “Atlas Ufo Robot”!

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