Raccontare la trama della dodicesima puntata della settima stagione di VnL sarebbe utile quanto un set di posate in argento per un branco di lupi.
In ogni caso, giunge alla sua settima edizione l’immancabile appuntamento con le “Ignude Statuette Auree” altrimenti noti come gli Academy Awards, altrimenti noti come i Premi Oscar poiché una segretaria dell’Academy, guardando il modello della statuetta parecchi decenni fa, disse: “Sembra mio zio Oscar” e da lì, il discinto figuro ebbe un nome che si sarebbe portato dietro per l’eternità.
Marco vorrebbe parlare di “1917”, l’ultimo film di Mendes, ma non c’è tempo, ha dei doveri da assolvere, quindi, indossato il suo fazzoletto da Scout di 10° dan (in pratica è un Soke dello scoutismo), è partito alla volta di non-so-dove per vendere prelibati dolciumi ad ignari passanti.
Restano ai microfoni Federico, Alessandro e l’immancabile Checco che analizzano doverosamente i nominati all’Oscar puntando sui loro cavalli favoriti, scommettendo cifre esose, promettendo di vincere marenghi e dobloni, impegnando al contempo le parure delle fidanzate, delle mogli, e anche delle nonne nemmanco fossero tutti dei wannabe Howard Ratner di “Uncut Gems”, film di cui Federico vorrebbe parlare con una certa animosità, tessendo lodi a babordo e tribordo per i fratelli Safdie… ma non c’è tempo.
Insomma, la ciurma di VnL fa le sue puntate. “Joker”? “Parasite”? “1917”? “Ford vs Ferrari? “C’era una volta a Hollywood”? “Milano odia, la polizia non può sparare”?
Chissà se c’avranno preso. Non vi resta che ascoltare l’azzardato podcast di questa puntata.
In studio, Marco Belemmi, Federico Minguzzi, Francesco Morosini e Alessandro Nunziata.

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