Probabilmente è uno dei tormentoni più asfissianti di questo 2018 che sta morendo: il cinema di Netflix è vero cinema, oppure, visto che è un prodotto che non passa nelle Sale (ma non è sempre così), appartiene alle produzioni televisive, pertanto non ascrivibile alla categoria cinematografica?

Questa annosa domanda ha cominciato a prendere corpo e a serpeggiare  dal Festival di Cannes del 2016 quando venne presentato in concorso il film Okja di Joon-Ho Bong, meraviglioso viaggio fantastico di un ragazzino e del suo improbabile animale da compagnia. Okja era appunto una produzione Netflix che dopo Cannes avrebbe saltato il circuito della distribuzione nelle sale e sarebbe approdato direttamente sugli schermi televisivi nella piattaforma di Netflix. Il regista Almodovar (e altri critici e registi) tuonarono contro quell’operazione e nacque così ufficialmente “l’affaire Netflix”. 

A distanza di due anni, e dopo innumerevoli produzioni di qualità del Colosso di Scotts Valley, approda nel circuito dei Festival europei (per la precisione alla Mostra del Cinema di Venezia) un altro film che fa subito parlare di sè per la sua intrinseca (e innegabile) bellezza: La Ballata di Buster Scruggs a firma nientemeno che dei fratelli Coen. Una produzione Netflix che fa subito gridare allo scandalo dato che nacque come serie televisiva e successivamente fu ripensata dai Coen come film ad episodi. 

In questa nuova puntata di Viaggio nella Luna si parla del meraviglioso film dei Coen, di come sia stato azzerato l’immaginario Western che ha formato per oltre un secolo le menti e gli sguardi degli spettatori e di come sia naturale e coerente questa suddivisione del narrato in episodi. Un film che va indubbiamente visto e che rasenta il capolavoro. Un’altra inestimabile perla nella filmografia dei due fratelli più famosi del Cinema moderna (con buona pace dei Taviani).

Nel corso della Puntata si è parlato anche di Museo del Cinema di Torino, con la visita di Marco alla struttura e il suo racconto di un’esperienza sensoriale unica al mondo. 

Quindi Federico ci ha raccontato di un film che ha molto apprezzato: Ghost Stories (2017) di Jeremy Dyson e Andy Nyman, opera capace di instillare un sottile ma crescente senso di terrore in chi si pone alla sua visione e in cui campeggia la prova attoriale di un Martin Freeman come al solito mattatore incontenibile.

Se volete approfondire tutto questo (e molto altro) non avete che da ascoltare il podcast dei ragazzi di Viaggio nella Luna che sapranno regalarvi due ore di sana informazione sul quantico mondo cinematografico e sui risvolti non aristotelici dei suoi mille rimandi. Buon Ascolto.

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