Nel cuore del panorama cinematografico dei prossimi anni, un progetto si sta già delineando come uno degli eventi più attesi e discussi: un nuovo, audace adattamento di “Cime Tempestose” (“Wuthering Heights”), il capolavoro immortale di Emily Brontë, previsto per il 2026. A rendere questa produzione un punto focale di interesse non è solo la potenza intramontabile della storia originale, ma la triade di talenti eccezionali che ne guida la creazione. Alla regia troviamo la visione unica e provocatoria di Emerald Fennell, mentre i ruoli dei tormentati amanti, Catherine Earnshaw e Heathcliff, sono stati affidati a due delle più grandi e magnetiche star contemporanee, Margot Robbie e Jacob Elordi. Questa combinazione promette di infondere nuova vita, una sensibilità moderna e una carica esplosiva in una delle narrazioni più oscure e passionali della letteratura mondiale.
Per comprendere appieno le aspettative riposte in questo film, è fondamentale partire dalla sua timoniera, Emerald Fennell. Regista, sceneggiatrice e attrice premio Oscar, Fennell si è imposta all’attenzione internazionale con opere che sfidano le convenzioni e mescolano generi con una maestria quasi diabolica. Il suo film d’esordio, “Una donna promettente” (“Promising Young Woman”), ha decostruito il genere del revenge movie con un’estetica pop e colori pastello che facevano da contraltare a una narrazione cupa e disturbante sulla violenza di genere e il consenso. Più recentemente, con “Saltburn”, ha orchestrato un racconto gotico moderno, un thriller psicologico intriso di desiderio, lotta di classe e umorismo nero, caratterizzato da una opulenza visiva quasi barocca e da scene deliberatamente scioccanti.
La sua firma stilistica è inconfondibile: un’estetica curatissima e satura, dialoghi affilati, una predilezione per personaggi complessi e moralmente ambigui, e un’esplorazione senza filtri delle dinamiche di potere, dell’ossessione e della trasgressione sociale. Applicare questa lente a “Cime Tempestose” è una prospettiva esaltante. Il romanzo di Brontë è, nella sua essenza, una storia di ossessione totalizzante, di confini sociali invalicabili e di una passione così violenta da diventare distruttiva. La brutalità emotiva, la crudeltà dei personaggi e l’atmosfera selvaggia e spettrale delle brughiere dello Yorkshire sembrano un terreno fertile per la sensibilità di Fennell. Ci si può attendere che la sua regia non si limiti a una trasposizione fedele e polverosa, ma che reinterpreti il gotico originale con un’energia contemporanea, accentuando la critica sociale sulla rigida struttura di classe inglese e scandagliando le profondità psicologiche più oscure dei suoi protagonisti. La sua versione delle brughiere potrebbe essere tanto un luogo fisico quanto uno stato mentale, un palcoscenico visivamente sbalorditivo per il caos emotivo che si scatena.
La scelta del cast ha ulteriormente amplificato l’attesa. Affidare i ruoli di Catherine e Heathcliff a Margot Robbie e Jacob Elordi non è solo una mossa dettata dallo star power, ma una decisione di casting che suggerisce una precisa direzione interpretativa.
Margot Robbie nel ruolo di Catherine Earnshaw rappresenta una scelta intrigante. L’attrice ha dimostrato una versatilità camaleontica, passando con disinvoltura da ruoli iconici e iper-femminili come Barbie a interpretazioni complesse e drammatiche come Tonya Harding in “Tonya” o Sharon Tate in “C’era una volta a… Hollywood”. La sua casa di produzione, LuckyChap Entertainment, è inoltre nota per promuovere storie femminili complesse e non convenzionali. Catherine non è un’eroina romantica tradizionale; è egoista, capricciosa, crudele e profondamente combattuta tra il suo amore selvaggio e primordiale per Heathcliff e il suo desiderio di sicurezza e status sociale, incarnato dal matrimonio con Edgar Linton. Robbie ha la capacità di incarnare questa dualità, di rendere affascinante un personaggio a tratti sgradevole, e di trasmettere quello spirito indomito e quella passione febbrile che portano Catherine all’autodistruzione.
Jacob Elordi nel ruolo di Heathcliff è, forse, il casting che ha generato più entusiasmo. L’attore australiano è diventato l’emblema di una mascolinità complessa e tormentata per la Generazione Z. Il suo ruolo di Nate Jacobs in “Euphoria” ha esplorato le sfumature della tossicità e della vulnerabilità nascosta, mentre la sua interpretazione di Elvis Presley in “Priscilla” di Sofia Coppola ha dimostrato la sua capacità di incarnare figure iconiche e carismatiche, celando un’oscurità interiore. In “Saltburn”, diretto dalla stessa Fennell, ha perfezionato il ruolo dell’oggetto del desiderio, un catalizzatore di ossessione. Heathcliff è l’antieroe romantico per eccellenza: un’anima ferita la cui sofferenza si trasforma in una sete di vendetta spietata. Elordi possiede l’intensità magnetica, la presenza fisica imponente e la capacità di comunicare un profondo tormento interiore con il solo sguardo. La sua chimica con Robbie sarà il fulcro del film, e ci si aspetta che la loro interazione porti sullo schermo tutta la carica erotica, violenta e disperata che definisce il legame tra Catherine e Heathcliff.
Ogni nuovo adattamento di un classico amato si scontra con il peso delle versioni precedenti e le aspettative dei puristi. “Cime Tempestose” ha avuto trasposizioni memorabili, come quella classica del 1939 con Laurence Olivier e Merle Oberon, che ne edulcorava la brutalità, o quella più cruda e viscerale del 2011 di Andrea Arnold, che ne catturava l’anima selvaggia.
L’attesa per la versione di Fennell si colloca in uno spazio intermedio e potenzialmente rivoluzionario. Non ci si aspetta un dramma in costume convenzionale. È lecito ipotizzare che la regista utilizzerà elementi anacronistici, magari nella colonna sonora o nel design dei costumi, per creare un ponte tra l’epoca vittoriana e la sensibilità moderna, come già fatto in “Saltburn”. La sua esplorazione dei temi di classe non sarà sottile; probabilmente sarà un attacco frontale e satirico ai privilegi e all’ipocrisia dell’aristocrazia terriera.
Il film ha il potenziale per ridefinire “Cime Tempestose” per il pubblico contemporaneo, evidenziandone la rilevanza in un’epoca che discute apertamente di relazioni tossiche, privilegio e trauma intergenerazionale. La storia di Catherine e Heathcliff, con il suo amore che è anche possesso e distruzione, risuona potentemente con le nostre attuali conversazioni culturali.
L’opera di Emerald Fennell si profila dunque come una vera e propria detonazione artistica: la fusione della visione estetica e sovversiva del regista con il talento e il carisma di Margot Robbie e Jacob Elordi. L’attesa è per un’opera cinematografica viscerale, visivamente sontuosa e psicologicamente spietata, che non avrà paura di sporcarsi le mani con il fango e il sangue del romanzo di Brontë, restituendoci una storia di amore e odio più potente e disturbante che mai. Sarà, con ogni probabilità, una tempesta perfetta.
Scheda Film
Voto:
Regista: Emerald Fennell
Cast: Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Alison Oliver, Shazad Latif
Sceneggiatura: Emily Brontë, Emerald Fennell
Data di uscita: 11 Feb 2026
Titolo originale: "Wuthering Heights"
Paese di produzione: United States of America
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