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Recensione a cura di

Scheda Film

James Whale, non pago del risultato di Frankenstein, volle dare un seguito al suo lavoro potendo contare su una maggiore libertà d’azione per dar sfogo al suo estro creativo. E il seguito di Frankenstein non deluse certo, ma anzi molti critici sono portati a considerarlo superiore al suo predecessore. Del resto l’opera potè avvalersi, oltre che del talento del collaudato Karloff, del fascino magnetico di Ernest Thesiger che seppe infondere nella narrazione uno strisciante senso di terrore. La storia prende l’avvio dal finale del primo film. Il professor Frankenstein intende chiudere la sua esperienza di scienziato e sposare Elizabeth. Ma un secondo scenziato, Pretorius, avvicinerà Frankenstein e gli mostrerà i risultati dei suoi esperimenti sulla creazione della vita. L’obiettivo dell’uomo è indurre Frankenstein a collaborare con lui per dare al mostro una compagna. Al rifiuto ottenuto farà rapire dal mostro Elizabeth e comincerà una fuga forsennata attraverso un mondo ostile e temibile. Un’opera di una forza visionaria inaudita, dove il talento onirico di Whale si libra sopra la narrazione rendendola assolutamente coinvolgente e affascinante.

Titolo originale: Bride of Frankenstein

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