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Scheda Film

Una serrata battaglia dialogica, uno scrittore smemorato, un poliziotto arguto, il nulla della notte. Un film che è una sorta di manifesto teatrale, un’opera oscura in cui dominano due elementi: la maestria degli interpreti e la tortuosa narrazione che si dipana attraverso i flashback che affiorano come stelle nella notte. Onoff, uno scrittore schivo e misantropo, viene fermato durante la notte da una pattuglia di polizia e condotto in evidente stato confusionale in caserma per essere interrogato. Il commissario inizierà un conflitto dialettico con l’uomo, una contrapposizione permeata di metafore sussurrate e fatti indicibili, fino a denudare un uomo e la sua storia. Un Tornatore in stato di grazia restituisce perfettamente l’atmosfera onirica della vicenda, quasi un affannoso disperato tentativo di ricostruire le macerie di un sogno scivolato via nella veglia mattutina. Meravigliosi i due interpreti, Polanski con la sua sobria razionalità e la voglia di penetrare quel muro di parole, Depardieu in un ruolo camaleontico dove il suo personaggio assume la cangiante forma di una multipla personalità. In questo senso significativa la sequenza in cui Onoff telefona alla propria donna in piedi davanti ad una finestra sotto gli occhi del commissario e del suo attendente: la donna pare non sentirlo mentre Onoff la invoca disperatamente. Un grumo di incomunicabilità che si riverbera in tutta la storia.

Titolo originale: Una Pura Formalità

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